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Testi & Approfondimenti

Scheda di approfondimento

Eurispes: 30° RAPPORTO ITALIA

Il Rapporto Italia 2018 è stato costruito come tradizione attorno a 6 dicotomie, illustrate attraverso altrettanti saggi accompagnati da 60 schede fenomenologiche su: Responsabilità/Irresponsabilità - Cultura/Culture - Paura/Coraggio - Fiducia/Sfiducia - Crescita/Sviluppo - Avvenire/Divenire

Il Rapporto, che segna la sua trentesima edizione ruota quest’anno attorno al concetto di responsabilità, come “parola chiave”, considerandolo, per la sua presenza e per la sua mancanza, essenziale per tentare di descrivere le tendenze politiche, culturali, economiche e sociali in atto.

Per il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara: “La mancanza di responsabilità è diventata un elemento distintivo del vivere quotidiano ed il principale comune denominatore di una serie di vicende che hanno caratterizzato la vita pubblica italiana su diversi fronti. Una caduta del senso di responsabilità che dai piani alti della società si trasferisce a livello dei singoli soggetti rendendo sempre più difficile la tenuta degli stessi rapporti sociali e interpersonali. Tutto questo obbliga a riflettere su due questioni.

La prima: continuare a parlare di “Sistema Paese” è ormai improprio. Sarebbe più corretto parlare di Sistema e di Paese in maniera distinta. Il Sistema è l’insieme delle reti e dei servizi pubblici e privati. Le strutture delle comunicazioni, i trasporti, la sanità, la scuola, la difesa, la giustizia, l’apparato burocratico-amministrativo centrale, regionale e periferico, le diverse autorità a livello territoriale e quindi la classe dirigente che lo amministra. Il Paese è fatto da noi: cittadini, utenti, consumatori, corpi intermedi, associazioni. La seconda riguarda le organizzazioni politiche e sindacali, le stesse rappresentanze di categoria che dovrebbero costituire il collegamento tra Paese e Sistema. Tuttavia, sempre più̀, esse tendono ad alimentare la separatezza e a farsi, a loro volta, Sistema”.

“Ora - prosegue Fara - il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco, diffidenti l’uno dell’altro, in un’atmosfera di freddezza, tra reciproci rimproveri.

Il Paese si sente deluso, tradito da un Sistema che non riesce più̀ a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro. Lo accusa di essere diventato autoreferenziale e di aver perso di vista la sua storica funzione: quella di guidarlo ed accudirlo, assicurando una sempre migliore qualità dei servizi. E, nello stesso tempo, di aver utilizzato la delega per rafforzare il proprio potere e i propri privilegi, disattendendo attese, bisogni e diritti.

Viceversa, le accuse che il Sistema rivolge al Paese non sono meno forti: il Paese non riesce a rendersi conto di trovarsi di fronte a cambiamenti epocali che mettono in discussione le antiche certezze. Pretende il mantenimento di un welfare che non può più permettersi ed è troppo legato all’idea del posto, possibilmente fisso, piuttosto che del lavoro. È ricco e continua ad accumulare risparmi invece di investirli e fa di tutto per non pagare le tasse. Ha ricevuto in eredità un patrimonio che tutto il mondo ci invidia e non si cura di proteggerlo considerandolo res nullius. Devasta interi territori salvo poi chiedere al Sistema di provvedere, magari con l’ennesimo condono. Vuole che i propri figli siano istruiti ma disprezza e sottopaga gli insegnanti e ricorre al Tar quando gli stessi figli vengono bocciati. Produce quantità enormi di immondizia ma non si piega alla raccolta differenziata. Chiede un’amministrazione di qualità ma poi si lamenta se veramente funziona, quando tocca i suoi interessi”.

Gian Maria Fara: il Paese è confuso sul piano politico e ondeggia indeciso tra conservazione e cambiamento

Gian Maria Fara: Sistema e Paese come separati in casa

Gian Maria Fara: un sistema fragile ma non debole

Sintesi del Rapporto

(inserito il 06/02/2018)

Gestito e realizzato da Elabora.org